San Nicolò Di Celle

Chiesa della Madonna dei Pantanelli

a cura di Don Gino Ciacci


Da uno Spoglio dei documenti di archivio relativi alla Chiesa dei Pantanelli

Circa l'erezione di questa chiesa non possediamo dati certi. Sappiamo che nel XV sec. Vi furono in Perugia e contado delle grandi pestilenze ed in quei tempi non essendoci medici e medicine, l'unica via di salvezza era l'aiuto di Dio e dei Santi. Per potersi propiziare l'aiuto divino 0 per ringraziare Dio dei favori ottenuti, i fedeli erigevano cappelle votive nelle quali venivano dipinti santi: Sebastian0, Cristoforo, Romano e Rocco invocati contro la peste, imploranti ai lati 0 ai piedi della Madonna seduta in trono. II Riccieri scrive1 : tra le tante pestilenze che funestarono l'Umbria nel sec. XV la più terribile fù quella che per ben cinque anni dal 1475 al 1479 mieté migliaia e migliaia di vittime. I cronisti perugini e gli annali Decemvirali sono pieni di macabri e strani racconti e di disposizioni riguardanti il flagello. Bisogna pensare come quella fosse già la settima moria di quel secolo ne fu l'ultima essendone scoppiate altre due nel 1486-1494. Appunto in quei terribili giorni d'angoscia e di paure la fede risorgeva più vivace per additare agli infelici quello scampo che i mezzi umani non potevano offrire e poiché la peste come punizione divina era raffigurata attraverso l'immagine dell'eterno sdegnato ed in atto di scagliare saette, da qui venne, credo io, il nuovo e largo culto a S. Sebastiano, il cui corpo trafitto da frecce doveva sembrare olocausto propiziatorio che potesse trattenere gli strali della vendetta di Dio e ottenere misericordia. Certo é che in tutte le chiese anche le più umili e remote della nostra regione, pullularono in quei tempi innumerevoli figure votive di S. Sebastiano martire (anche nella nostra chiesa dei Pantanelli ve né una) insieme a S. Rocco che mostra nella coscia la piaga del morbo.
Nel contado di Perugia altri casi di peste li troviamo negli anni 1522-1528-1579. Possiamo ricostruire alcune tappe della storia della nostra chiesa attraverso alcuni documenti, primi per tutti quelli relativi alle visite pastorali. Nel 1567 II vicario generale Donato Turio visito la chiesa di S. Mari del Fabrione2 , senza cura d'anima, nel distretto del castello di S. Nicolò di Celle e viene a sapere che anticamente non vi erano pitture, gli fu detto che gli uomini di S. Nicolò affidarono la custodia della chiesa ad un certo Alberto Sandoli e ad i suoi Figli. II Turrio nella sua relazione dice che questa chiesa data la sua piccolezza non era ne cappella ne oratorio, non aveva segni della Madonna (quindi la pittura è posteriore al 1567) aveva due entrate: una con la porta senza serratura, l'altra senza porta (una doveva essere sulla facciata, l'altra sulla parete lungo la strada, che dopo i recenti restauri è stata r1scoperta) dentro la cappella non vi sono tovaglie ne ornamenti. II Parroco D. Adriano Battisti dice al vicario di celebrarVi la messa su richiesta dei vicini rustici abitanti. Poi Simone di Marino abitante in questo luogo dice di aver udito in questa chiesa molte messe e dice pure che i beni di questa chiesa sono tenuti dai sig.ri Sandoli. II visitatore trova la chiesa trasandata con una sola campana sui campaniletto. Gli abitanti del luogo dicono che la chiesa si chiami della Madonna senza altro titolo.
Nel 1621 vi fu un 'altra visita pastorale e il visitatore dice di aver visitato la cappella della Beata Vergine della Villa e ordina di chiudere a chiave le porte (confronta visita 1567) e di dare una chiave al Parroco che vi celebra la messa ed una ai priori della confraternita di S. Andrea. II Pastore ordina pure di fare l'inventario delle cose della cappella e di tenere un registro per le elemosine.
Almeno da questa data dunque e fino al 1759 la nostra chiesa fù l'oratorio della confraternita di S. Andrea e Ubaldo e ne abbiamo numerose testimonianze .
Nel 1759 fu costruito il nuovo oratorio della confraternita vicino alla parrocchiale, (l'attuale cappella detta del Crocefisso) ed i confratri hanno seguitato Fino ai nostri giorni a visitare detta chiesa in determinati giorni, specialmente la sera di Pasqua cantandovi le "Laudi". Una festa tuttora celebrata in questa chiesa è quella del 31 Maggio, la festa della visitazione di Maria a sua cugina S. Elisabetta . Lo statuto di confraternita , a S. Andrea infatti imponeva ai propri aderenti, il compito di visitare gli ammalati, i poveri, i carcerati, i moribondi ecc. e pertanto videro nell'atto di carità fraterna di Maria un esempio da imitare e scelsero la "Visitazione" come festa più importante da celebrare in onore della Madonna. Di certo sappiamo che gli uomini bianco vestiti ai piedi della Madonna sono degli appartenenti alla confraternita di S. Andrea e Ubaldo.
“...Sotto il tuo bel manto, amabile Signora, vivere voglio ancora spero morirvi un dì...”
Nel 1742 furono comperati gli arredi sacri e l'immagine della Madonna fu sormontata da un baldacchino, l'anno successivo e cioè nel 1743 Mons. Vescovo concede il permesso di celebrare messa ai Pantanelli3 , per l'occasione i priori della confraternita di S. Andrea comprarono quanto necessitava per la celebrazione della S. Messa, furono messe le inferriate alle finestre laterali e fu sistemata la porta maggiore. Nel 1748 dagli stessi priori di S. Andrea e Ubaldo fu ingrandita la chiesa detta della Madonnuccia, una volta detta il chiesuolo ed ora dei Pantanelli. Per la terra, i mattoni e quanto altro necessitava, fu demolito un torrione del castello verso tramontana e con licenza dei Decemviri perugini ottennero il materiale gratis. Le spese di manodopera ed altro furono sostenute in gran parte dalla confraternita di S. Andrea ed in parte dai benefattori quali Andrea Valigi, Carlo Michelangelo Valigi e Marco del fu Pasquale Ciacci.
Il 30 Novenbre Festa di S. Andrea fu ribenedetta con solennità dal parroco don Leone Lisciani che vi celebro la Messa. Priori della confraternita in quell'anno furono: Michelangelo Valigia - Giacomo di Girolamo - Valentino del fu Antonio Canapaio - Domenico del fu Giorgio. Nel 1757 la chiesa fu dotata di una campana che fu posta sull'attuale campaniletto. A proposito, siamo indotti a pensare che la campana di cui si parla nella visita del 1567 sia l'attuale così detta della scuola; questo lo desumiamo dal fatto che è l'unica campana di cui si parla e porta incisa la data 1518 e l'Ave Maria come quella attuale di cui sopra. Una campana con l'Ave Maria incisa la pensiamo indicata per una chiesa dedicata alla Madonna, potrebbe poi, essere stata portata sul campaniletto del castello nel 1748 cioè al momento dei lavori di ampliamento della chiesa in oggetto e da qui sul campanile della parrocchia ove e tutt'ora.
Nel 1810 fu demolita la chiesa di S. Cristoforo e quindi fu edificato al santo un altare nella chiesa dei Pantanelli portandovi anche il quadro che si conservava in quella chiesa.
Nel 1835 il parroco don Domenico Salvi ci descrive la chiesa dei Pantanelli4 : e in buono stato con due porte e prende luce da due finestre laterali e due sulla facciata, la pittura della Madonna viene coperta da un velo, in chiesa vi e pure l'altare dedicato a S. Cristoforo sormontato da un baldacchino sull'altare vi e un tela con l'effige del santo.
Nel 1868 il 5 settembre morì un certo Antonio Ciacci che lascia per testamento un legato di varie messe da celebrarsi nella chiesa dei Pantanelli il 2 luglio di ogni anno. Dal1869 a l1884 fu sempre fatta tale festa e nei registri delle messe in tal anno si legge "in forza della legge 1866 del regio demanio viene soppresso il presente legato assorbendone il capitale (terreno) e così la volontà del legittimo titolare non fu più osservata per mancanza di fondi".
"Evviva i ladri di ogni paese, evviva chi sale, evviva chi scende". Nel 1866 una pia persona tal Calzolari volle del proprio supplire alla mancanza dei fondi del pio legato soppresso. Oggi tale festa viene fatta celebrare a spese della fam. Ciacci Luigi che e anche custode di detta chiesa.
Nel 1962 furono iniziati i lavori di restauro, fu riportato allo stato originale tutto l'esterno togliendo l'intonaco, fu riparato il tetto. Nel 1969-70 è stato tolto l'altare di terra e mattoni ed e stato sostituito con l'attuale in legno, furono anche acquistate sei panche. Nel1970 poi e stato chiuso il fossa che dava tanta umidità alla chiesa poiché scorreva parallelo a due lati della costruzione ed è stato sistemato il piazzaIe antistante con piante ornamentali. Nel gennaio 1972 e stata tolta la nicchia della statua ed e stato fatto il tabernacolo per la reposizione del Santissimo. In quello stesso anno e stata restaurata nel mese di ottobre l'immagine della Madonna dal Prof Alessandro Bruschetti e dal suo allievo D. Nello Palloni.
Oggi la chiesa, sia per i restauri che l'hanno resa più bella, sia per la presenza del Santissimo Sacramento, che per la continua e sempre crescente devozione alla Madonna, è meta di tanti fedeli che durante la giornata si fermano in preghiera davanti alla bella Immagine di Maria, davanti a Gesù Sacramentato. Certo il nome stesso della chiesa che abbiamo visto variare tante volte nel tempo: Fabrione, Villa, Chiesuolo, Madonnuccia, Pantanelli, e testimonianza delta sua lunga storia e della continuità con la quale è stata frequentata. Per tanti secoli e stata oggetto di devozione ed ha costituito un riferimento vivo e costante per la popolazione del territorio, fino ad oggi.

1
A. Riccieri: Memorie storiche del Comune di Marsciano
2
Il vocabolo “Fabrione” deriva dal latino ‘ Faber ’ che significa artefice, artigiano, che lavora il legno artigianalmente.
3
Pantanelli dal latino “Pantanum” che vuol dire terreno fangoso.
4
Documenti Archivio Parrochiale


Stampa Pagina Corrente
Inizio Pagina Iniziale Per Informazioni
Brunetti Ottobre 2003